Da grande voglio fare il "restauratore di habitat" | Silvia Assini | TEDxPavia

शेयर करें
एम्बेड करें
  • 21/09/2022 को प्रकाशित
  • Nel discorso pubblico sulla "transizione ecologica" il concetto di biodiversità pare sia finito in secondo piano, o comunque affrontato in maniera riduttiva non evidenziandone la complessità e l’importanza nel fornire benefit per l’uomo. Un esempio? Nel PNRR alcuni termini legati alla perdita di biodiversità ricorrono molto molto meno di quelli legati alla transizione energetica, alla digitalizzazione e alle tecnologie. Eppure il contesto richiederebbe la massima attenzione: la pandemia e i cambiamenti climatici sono una conseguenza della perdita di biodiversità - non dobbiamo quindi solo conservarla, ma anche incrementarla. La biodiversità è negli obiettivi del Green Deal europeo e della Strategia 2030 per la Biodiversità; da ultimo, nel 2022 l'art 9 della Costituzione italiana è stato modificato per inserire tra i principi fondamentali: “la tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni”. Il fatto è che conosciamo poco di quello che si intende per biodiversità. La biodiversità è anche biodiversità di ecosistemi e di habitat (altre parole che diamo per scontate) che forniscono tutta una serie di servizi all'uomo, quali ad esempio, stoccaggio del carbonio, regolazione scambi ossigeno/anidride carbonica, protezione dall’erosione e dalle piene, stabilizzazione di versanti, produzione di legname, cibo, fibre, principi attivi, piante ornamentali …per incrementare la biodiversità occorre introdurre un altro concetto: il "restauro" o ripristino degli habitat (non più la semplice conservazione o "difesa") - non a caso, il restauro degli habitat ed ecosistemi è al centro del programma UN Decade On Ecosystem Restoration 2021-2030, lanciato dalle Nazioni Unite a giugno del 2021. Per capirlo, spieghiamo che cosa significa habitat: gli habitat naturali sono zone terrestri o acquatiche che si distinguono grazie alle loro caratteristiche geografiche, abiotiche e biotiche, interamente naturali o semi-naturali. Da quali habitat partiamo? In Pianura padana siamo abituati alle foreste e alle zone umide. Bene, ma ci sono habitat meno popolari per esempio, le zone "aride", con terreni "acidi", “magri” e "crostosi"... le parole non sono invitanti! ma sono ricchissime di vita e di biodiversità (per esempio, sono più ricche di impollinatori delle foreste). Un esempio: l'esperienza del progetto LIFE Drylands (Restauro delle praterie e delle brughiere aride planiziali in Piemonte e Lombardia). Silvia Assini è Docente e ricercatrice in Botanica all'Università di Pavia ed è responsabile scientifico del progetto LIFE Drylands (www.lifedrylands.eu). Nata a Valenza nel 1969, Silvia Assini si laurea nel 1993 in Scienze naturali all'Università degli Studi di Pavia e nel 1998 è Dottore di Ricerca in Geobotanica. Dal 2005 è ricercatrice in Botanica ambientale e applicata presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pavia e nel 2020 ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale come Professore Associato.
    La sua attività di ricerca riguarda principalmente la scienza della vegetazione, la biodiversità vegetale e il restauro di habitat-ecosistemi nei territori planiziali e nord-appenninici.
    Nel corso della sua attività di ricerca, ha partecipato a progetti di ricerca in ambito nazionale e internazionale, contribuendo anche alla gestione e al coordinamento, e ha svolto e svolge incarichi per il monitoraggio e la gestione di habitat di interesse conservazionistico per conto di enti pubblici territoriali. È autrice di oltre 100 pubblicazioni scientifiche e oltre 40 contributi a congressi. Il suo lavoro le è valso diversi riconoscimenti, tra cui il Best Paper Award IARIA (International Academy, Research, and Industry Association) nell’ambito di Bionature 2015 (The Sixth International Conference on Bioenvironment, Biodiversity and Renewable Energies, Roma) e di Bionature 2016 (The Seventh International Conference on Bioenvironment, Biodiversity and Renewable Energies, Lisbona). Membro dell’Editorial Board di Plant Sociology (in precedenza Fitosociologia), è stata Presidente della Rete degli Orti Botanici della Lombardia dal 2015 al 2018 ed è stata Segretario-Tesoriere della Società Italiana di Scienza della Vegetazione (SISV) dal 2016 al 2021. This talk was given at a TEDx event using the TED conference format but independently organized by a local community. Learn more at www.ted.com/tedx

टिप्पणियाँ • 0